A Hawk and a Hacksaw – 07/05/2013

Le prenotazioni per questo live non sono ancora aperte pertanto richieste di prenotazioni pervenute prima dell’apertura ufficiale non verranno accettate.

Tutte le INFO e i DETTAGLI relativi alle modalità di prenotazione posti in sala eventi UNPLUGGED IN MONTI le trovate qui.

Il viaggio di A HAWK AND A HACKSAW (Jeremy Barnes, già assoluto protagonista nella band culto Neutral Milk Hotel, voce, fisarmonica e batteria e Heather Trost al violino) ha fatto propri i suoni di innumerevoli posti e persone. Dalle midlands inglesi alla Francia, dalla Repubblica Ceca alla Romania e Ungheria via Albuquerque (New Mexico), città natale dei due musicisti, questa avventura musicale continua ad incantare e ad addentrarsi ancora più a fondo nella cultura del vecchio Est europeo con una serie di melodie euforiche per momenti di festa.

Leaf incrocia il cammino del duo dopo l’uscita del terzo album, “The Way The Wind Blows”, alla fine del 2006. In quel periodo Jeremy e Heather fanno una prima incursione in Ungheria (che si traduce poi in un EP intitolato “A Hawk And A Hacksaw And The Hun Hangár Ensemble”) e si trasferiscono a Budapest per maturare un legame ancora più stretto con l’ensemble prima di un importante tour in UK nel maggio del 2007. Ci siamo dovuti trasferire a Budapest per far funzionare il nostro tour con Hun Hangár – spiega Jeremy. La musica folk là è molto sentita e dopo aver vissuto a Budapest per alcuni mesi siamo diventati una band, e anche buoni amici. Provavamo a casa del trombettista Ferenc Kovàcs, che vive con la sua famiglia – sua moglie, tre figlie, sua madre e la suocera. Produce anche del Pálinka, un brandy ungherese fruttato, e dovevamo per forza berne un bicchiere prima dell’inizio delle prove, qualunque ora del giorno fosse. La band attraversa l’Europa, poi si sposta in Australia e Nuova Zelanda.

Suonano anche a due All Tomorrow’s Parties, quelli organizzati da Explosions in the Sky e Portishead (questi ultimi poi inviteranno AHAAH ad aprire, prima band di sempre, i concerti del loro tour del 2008) e al Pitchfork Festival a Chicago. Oltre a questi concerti “ufficiali”, AHAAH si costruiscono una reputazione per le performance estemporanee per strada, o per le apparizioni come quella di Londra, in un ristorante romeno. Quando abbiamo suonato a Gerusalemme, abbiamo portato il pubblico sulla strada principale e abbiamo suonato lì, dice Jeremy. Gli ebrei ortodossi si sono fermati ad ascoltare, altra gente ballava, qualcuno aveva una batteria e si è unito a noi. I partecipanti ad una festa di compleanno sono usciti da un bar e si sono messi in cerchio a ballare. Pazzesco. Il suono delirante e festoso di AHAAH ha attirato una pletora di nuovi fan in tutto il pianeta. Abbiamo visto cose interessanti a Budapest, afferma Heather. Ad esempio, musicisti che erano lì per il party che poi si sono ritrovati a ballare come pazzi, intrattenere e a fare musica per ballare. Forse è questo che ci ha ispirato…

Il legame tra Jeremy, Heather e i loro soci ungheresi trova la sua consacrazione in “Délivrance”. Le canzoni sono state tutte ispirate e scritte durante il periodo passato a Budapest. Sembrava che stessimo provando a documentare quello che avevamo imparato e suonato nell’Europa dell’Est. Così abbiamo provato ad avere tutti quelli con cui avevamo suonato nell’album, più alcune persone che amiamo e ammiriamo, spiega Heather. Registrato a Budapest nel 2008 con gli Hun Hangár e con alcuni specialisti (Jeremy spesso prendeva il treno verso altre zone della città per registrare musicisti come Kálmán Balogh, uno dei più grandi suonatori di cymbalum gitano al mondo), il disco mostra come mesi di immersione nella
cultura locale e di musica come fulcro della vita quotidiana abbiano influenzato il songwriting e i suoni di Barnes e Trost. Questo è senza dubbio il loro lavoro ad oggi più vivace, intenso e maturo.

Questo infinito percorso di “etnologia musicale” prosegue con il lavoro successivo tenuto a battesimo dalla L.m. Dupli-cation neonata etichetta del duo. “Cervantine” è il frutto di questo nuovo slancio artistico, tutto un fiorire di tradizioni folkloriche e retaggi di gruppi tzigani della Yugoslavia, Grecia e Romania.
Con una scena costituita da nomi di peso internazionale quali Fools Gold, Beirut e Calexico l’area desertica sembra una pianura su cui far planare le musiche del mondo. Gli stessi A HAWK AND A HACKSAW sono così portavoci di un sentire world che non teme smentite. I musiscisti sono debitamente documentati ed il lloro esempio brtillante, impiantato nelle radici del vecchio continente e delle sue tradizioni centenarie. Un trapasso emotivo forte per una formazione comunque americana.

Archiviato l’ennesimo ottimo disco e dopo aver portato in giro per il mondo la sonorizzazione dal vivo di “Shadows of Forgotten Ancestors” capolavoro visionario del cineasta Paradjanov gli A HAWK AND A HACKSAW tornano in queste settimane con il doppio “You have Already Gone to the Other World”, LP che potremo ascoltare in tour italiano che toccherà anche il nostro amato Rione Monti.

A Hawk and a Hacksaw – Cervantine

A Hawk and a Hacksaw – I Am Not A Gambling Man

A Hawk and a Hacksaw & Iggy Pop – Asshole Rules The Navy