A SINGER OF SONGS – 28/11/2013

E’ inziato tutto con una canzone:
I’m not a savior, and I’m not a saint. The man with the answers I certainly ain’t. I wouldn’t tell you what’s right or what’s wrong. I’m just a singer of songs.

Appena Lieven Scheerlinck, belga classe ’76, ha sentito Johnny Cash cantare “A singer Of Songs “ è stato come folgorato, sapeva che da quel momento le cose sarebbero diverse che sarebbe stato tutto più semplice, tutto più vero.

Nasce in questo modo una ‘one-man-band’, location Barcellona, il nome, fin troppo facile, A SINGER OF SONGS.

Ogni canzone viene scritta e registrata in un paio d’ore, senza troppo pensare alla melodia, senza lasciar trasparire il minimo indugio per quelle parole così nude, quel suono così lo-fi.

I brani subito messi online vengono accompagnate da piccole storie che svelano i retroscena di testi e musiche.

Le sofferte vicende amorose di Lieven forniscono al giusta ispirazione per completare un intero album, così “I dig for Gold”, autoprodotto, vede la luce nel 2008. Il nostro inzia a vagare senza meta per l’Europa, passa alcuni mesi da ‘homeless’ ma nonostante questo non perde la voglia di comporre. Arriva così “Old Happiness” secondo disco, il primo a vedere la distribuzione di una label, per l’occasione ben due: Underused Records e Hi54lofi Records

L’unica sicura dimora per A SINGER OF SONGS diventa a questo punto internet. Da tutto il mondo artisti come Tiny Ruins (che poi raggiungerà Lieven dalla Nuova Zelanda, accompagnandolo in un piccolo ma intenso tour spagnolo), Ana Franco, Craven Canary collaborano alla sua musica, inviano dai loro paesi di residenza, attraverso al rete idee e spunti

Pubblicato un EP in collaborazione con l’amica Tiny RUins (“Little Notes” – 2010), diventato sceneggiatore per il teatro, Lieven torna a dedicarsi al suo A SINGER OF SONGS nel corso di quest’anno.

E’ infatti nel 2013 che viene pubblicato “There is a Home for You” terzo album al quale collaborano sempre più amici (Benjamin Shaw, Ana Franco e Laura Räsänen) e nel quale si respira la solita, ammaliante, semplicità che tanto sarebbe piaciuta a Johnny Cash e alla sua proverbiale ‘ simpleness of things’.