Cocoanut Groove – 09/11/2012

Il talentuoso cantautore indie-pop svedese per la prima volta dal vivo nel nostro paese!!!
COCOANUT GROOVE in unica ed esclusiva data italiana ospite di Unplugged In Monti.

Il viaggio musicale di Olov Antonsson inizia nel Nord della Svezia agli inizi degli anni ’00 prima nella band indiepop The Tidy Up e successivamente al fianco di Mattias Malm negli Everyday Mistakes. Comune denominatore delle due esperienze la continua ricerca della canzone pop perfetta.

Qualche anno più tardi, quasi dal nulla, appare sul web “The End Of The Summer On Bookbinder Road” perla di finissimo sunshine pop anni ‘60. Da quel momento in poi Olov sarà solo ed esclusivamente COCOANUT GROOVE.

Fortemente influenzato dalle orchestrazioni ricche ed eleganti che Michael Brown allestì per i suoi The Left Banke, autentici alfieri del ‘baroque-pop’, il brano viene pubblicato come singolo 7” dalla Phonic Kidnapping nel 2008 e rappresenta il più gustoso degli antipasti per “Madeleine Street” primo LP del nuovo progetto in uscita pochi mesi dopo.
Licenziato dalla svedese Fridlyst il disco si impone quasi subito come migliore release indie-pop dell’anno. Olov già alla sua prima ‘uscita’ riesce nell’intento, per nulla scontato, di coniugare con spiccata personalità e gusto il pop di matrice sixties all’indie di casa Sarah Records.

Messo in congelatore il progetto per quasi tre anni Antonsson torna a dare voce alla sua creatura solo nel 2012. Ancora una volta le maggiori influenze del cantautore rispondono ai nomi di Zombies, Love, The Left Banke, Donovan. Olov raccoglie in “Colours” 6 nuove tracce composte in elegante equilibrio tra malinconia tipicamente scandinava e solarità californiana. La sinfonia pop della title track, il trascinante incidere alla Love di “The Spell”, la malinconica bellezza di “I’ve Been Following Lonely Roads”, le tinte sixties di “Huckleberry”, il talento di Olov dimostra di non aver sofferto il riposo forzato tornando a toccare le vette di eccellenza di “Madeleine Street”.

Il calore della voce quasi fanciullesca di Olov, gli arrangiamenti misuratissimi e curati sin nei minimi dettagli ed il sapiente uso di una strumentazione eclettica, che spazia dalla tromba ai violini, dai mandolini all’harpsicord, con gusto e delicatezza, creano un canovaccio narrativo dal sapore antico, capace di alternare con straordinaria naturalezza trascinante giocosità e dimesso intimismo, conferendo all’insieme un’aura fuori dal tempo e dalle mode, quasi che il 2008 potesse essere il 1968 o, forse, il 2028. – (Francesco Amoroso, Raffaello Russo – OndaRock)

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Cocoanut Groove – The End Of The Summer On Bookbinder Road 

Cocoanut Groove – I’ve Been Following Lonely Roads

Cocoanut Groove – Colours