DANIEL BLUMBERG w/Billy Steiger & Tom Wheatley – 28/05/2018 @ BlackMarket

“Minus” di Daniel Blumberg è un’opera sorprendente; un disco che sposa l’ethos dell’ improvvisazione e della free-music con il più grezzo songwriting emotivo, radicato nel profondo tumulto personale che Blumberg ha vissuto durante i mesi di lavorazione.

“Minus” è un album di interruzioni: relazioni interrotte, crolli fisici e mentali, incomunicabilità. Nonostante tutto questo nelle sette tracce dell’album pulsa un senso di crescente forza d’animo e lo sforzo, che come un mantra, tenta di creare una via di ritorno nel mondo. I ritornelli chiave suonano come gli incantesimi febbrili di un’anima che lotta per riprendersi, che tenta di ritrovare la sua voce e risorgere .

Blumberg ha registrato il disco dal vivo in soli cinque giorni durante la sua residenza, solitaria, in Galles. Il periodo che stava attraversando l’artista era particolarmente turbolento: la debilitante rottura con la partner alla quale era legata da sette anni, la morte improvvisa di un amico d’infanzia, la continua lotta con la malattia mentale che ha costretto Blumberg al ricovero una settimana prima delle registrazioni: Le cose stavano crollando intorno a me. Sono diventato completamente monomaniacale riguardo al disco. Era come se tutto dipendesse dal suo completamento.

A soli 27 anni, Blumberg ha già un ricco curriculum musicale alle spalle: la sua prima band, formata in età adolescenziale, firmò per XL mentre era ancora a scuola, poi ci sono stati i progetti Yuck, Oupa e Hebronix, e le strette collaborazioni creative con artisti del calibro di David Berman (Silver Jews), Low, Lambchop e Neil Michael Hagerty dei Royal Trux (con il quale Blumberg si è esibito come membro di Howling Hex).
Con “Minus”, però, c’è la sensazione che Daniel Blumberg abbia finalmente trovato nel posto che stava cercando.

Blumberg ha trascorso gran parte degli ultimi cinque anni di lavoro esclusivamente all’interno della comunità di musicisti londinesi che ruota intorno al Café OTO. Qui si recava regolarmente per improvvisare al fianco di artisti come il violinista Billy Steiger, il contrabbassista Tom Wheatley, il sassofonista Seymour Wright, il violoncellista Ute Kanngiesser e il chitarrista Ross Lambert. Queste session quotidiane hanno innescato in Blumberg un’autentica illuminazione e scatenato una crescente fame di esplorazioni e indagini.
Blumberg ha forgiato una forte relazione creativa con Steiger e Wheatley, e insieme hanno creato una nuova, singolare musica incentrata sul songwriting di Blumberg.

“Minus” trascina l’ascoltatore nelle profondità remote e sfumate dell’animo umano e procede a trascinarle attraverso tutti i suoi ventricoli fratturati. Sebbene l’approccio dell’album possa essere ricondotto a una sperimentazione improvvisata, l’impatto principale per l’ascoltatore è il notevole lavoro di composizione di Blumberg e il suo naturale talento per la melodia e la composizione.

“Minus” si presenta come un lavoro accattivante e progressista, che impone Daniel Blumberg come una delle voci contemporanee più uniche della Gran Bretagna