ELLE MARY & THE BAD MEN – 20/11/2017

Ti ricordiamo che per questo live è necessario prenotare via mail. Posti limitati (solo 50).

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Folk-noir da Manchester per fans di Cat Power, Sharon Van Etten, Laura Marling e Angel Olsen e amanti delle sonorità slow-coreanni ’90 (Sun Kil Moon, Low, Codeine)

Dire “non morto” è la stessa cosa di “vivo”? “Nudo” è lo stesso di “spogliato”?
Potete scoprirlo solamente ascoltando questo brano, che vi spoglia di tutto e non vi fa morire.
Dance Like Shaquille O’Neal

Striking folk-noir, her work recalls Jenny Hval or even Sharon Van Etten in its ability to process the world around her.Clash Magazine

La voce è sempre più evocativa, mentre il brano è profondo, lento, suggestivo seppur nel suo minimalismo e capace di penetrare in noi: non ci prendete per pazzi se vi diciamo cheNick Cave potrebbe adorare un brano simile.Indie-Rock.it

“Pretend”… è una canzone sospesa, appunto, sognante e costruita sugli affascinanti ricami vocali della sua autrice, connotata da una tensione emotiva che sembra sempre sul punto di deflagrare. Aspettiamoci che, nell’album, prima o poi accada.L’Attimo Fuggente

Lo scorso 27 ottobre è uscito “Constant Unfailing Night” album di debutto degli Elle Mary & The Bad Men trio di base a Manchester guidato dalle giovane e talentuosa cantautrice gallese Elle Mary (all’anagrafe Elin Rossiter).

Il progetto Elle Mary & The Bad Men “nasce” a causa (o meglio grazie) a una dolorosa rottura. La fine di una relazione importante che arriva in maniera inaspettata, lasciando ElleMary ferita e desiderosa di un radicale cambiamento. Il dolore è utilizzato per reinventarsi, la chitarra acustica che aveva segnato gli esordi solisti di Elle diventa elettrica, la musica folk fragile e sussurrata è ormai definitivamente alle spalle.

Le 9 tracce di “Constant Unfailing Night” sono quindi il risultato di lungo e per nulla facile processo di composizione, durato circa 3 anni, durante il quale la scrittura non è pretesto per metabolizzare il dolore bensì strumento necessario per affrontare le grandi sfide della vita.

Elle Mary: Mentre scrivevo osservavo cambiare il focus delle mie canzoni. Stavo esplorando il mio subconscio più nascosto alla ricerca di parti di me che conoscevo ma che fino a quel momento avevo ignorato. I Bad Men, Michael Dubec e Pete Sitch, si sono uniti a questo viaggio, loro probabilmente mi conosco come pochi altri. Il valore che hanno aggiunto ai brani è incredibile, non potrei desiderare una band migliore

Nel processo di contaminazione del folk con elementi marcatamente più noir una componente in particolare rimane tratto distintivo della musica di Elle Mary: l’utilizzo dello spazio all’interno del processo creativo. Il silenzio tra le note è elemento importante quanto le melodie. Elle è attratta dalle qualità comunicative di uno spartito ma al tempo stesso sente la necessità di esplorare oltre le sole connotazioni stilistiche.

Nel mio evolvere dal folk a questo genere ‘heavy noir’ o come preferite chiamarlo, l’unico è l’uso dello spazio. Spazio e approccio minimale sono sempre stati elementi fondamentali della mia musica, fare molto usando poco. Questo è l’aspetto che ho sempre apprezzato degli artisti che ho amato: Low, Julie Doiron, Bill Callahan.
Aggiunge ancora Elle Mary