EMILY JANE WHITE (in band), opening: FOXTAILS BRIGADE – 21/11/2016 @ BlackMarket

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EMILY JANE WHITE ARRIVA A ROMA INSIEME ALLA SUA BAND COME OSPITE DELLA 6^ STAGIONE DI UNPLUGGED IN MONTI PER PRESENTARE DAL VIVO L’ULTIMO DISCO “They Moved In Shadow All Together”.

“They Moved In Shadow All Together” è il quinto album della cantautrice californiana, il cui cammino è iniziato nel 2007, e si compone di undici tracce che riescono (paradossalmente) a fondere un folk-rock crepuscolare e inquietante con suoni e atmosfere romantiche e fuori dal tempo, impreziosendo il tutto con una voce serica, suadenti melodie, sfumature fortemente evocative e ipnotiche [...]. La registrazione dell’album è stata effettuata nella “echo chamber” degli studios Tiny Telephone di John Vanderslice a San Francisco, e la White ha utilizzato la stanza come strumento, esplorando ogni ampiezza e regolazione del suono [...]. Le canzoni di Emily Jane White sono perfettamente armoniose, tra arrangiamenti ariosi grazie ai quali la sua voce raggiunge note liriche ed atmosfere vagamente spettrali e claustrofobiche, riuscendo ad evocare, in tal modo, due musiciste piuttosto influenti per le nuove generazioni del cantautorato al femminile, ovvero la grazia di Hope Sandoval (dei Mazzy Star, ve ne abbiamo parlato qui) e la grinta di PJ Harvey. – Triste Sunset

Non è più una novità la classe di Emily Jane White, cantautrice californiana, scoperta e inizialmente coccolata da David Tibet, che con “They Moved In Shadow All Together” (Talitres) giunge adesso al quinto disco ufficiale… melodie suadenti e di sfumature fortemente evocative… e una vena creativa in piena crescita che sancisce il totale distacco dal cliché – ormai decisamente riduttivo – di “più credibile erede di Cat Power”.

Del pprecendente “Blood/Lines” (Talitres, 2013) hanno detto:

…un album folk solenne e cupo, elegantemente adagiato su pianoforti, percussioni e arrangiamenti d’archi, un pò Nyman e un pò Dead Can Deance, suoni cuciti su misura in grado di valorizzarne la splendida voce e le suggestive soluzioni armoniche, finalmente in grado di farle fare un balzo in avanti. Ora tocca al pubblico accorgersene” (7/10, A. Besselva Averame, Rumore dicembre 2013)

La voce di Emily, piena e in primo piano, semina per le strofe blues, roc e qualche volo pindarico d’ugola. Pensate a una DIamanda Galas pop… a tratti la parentele con Polly J Harvey si fa un pelo stretta, ma ci può stare. Modelli a parte, ‘Blood / Lines’ rimane un lavoro convincente, rotondo e coerente nell’umore, possibile punto di partenza per meraviglie a venire. Chi fosse già rapito dalle Scure Signore citate… può tranquillamente accomodarsi. Non resterà deluso (M. Sideri, Blow Up, novembre ’13).