HONG KONG IN THE 60s – 13/12/2013

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Gli HONG KONG IN THE 60s sono un trio ‘electronic-pop’ proveniente da Londra e Cambridge. Nascono nel 2007 in seguito all’incontro degli attuali protagonisti del progetto: Christopher Greenberg, Mei Yau Kan e Tim Scullion.

Il debutto sulla lunga distanza arriva nel 2011 con “My Fantomas” disco con il quale i tre ottengono le prime importanti esposizioni su stampa specializzata e radio. Inizia da qui una serie di live al fianco di band del calibro di The High Llamas (tappa fondamentale del trio la data in apertura ai Llamas al South Bank Centre di Londra) Still Corners, A Classic Education, Position Normal, Je Suis Animal, Fuzzy Lights, Design A Wave, Hype Williams, Father Murphy e Trouble Books.

“My Fantomas” colleziona suoni analogici direttamente recuperati dagli anni 60 e 70. Su un tappeto di tastiere casio e cullanti ‘battiti’ di drum machine, gli HONG KONG IN THE 60s allestiscono la loro personalissima visione di ‘melodie sognanti’, ci ricordano suoni quasi dimenticati (The Passage, Young Marble Giants e Robert Wyatt) risvegliano il nostro amore per il fine pop elettronico di metà anni ’90 che aveva in Stereolab, Saint Etienne e Broadcast massimi esponenti.

What I heard was a band that reminded me of the cool (as in sound, not as in style) music of the mid 90s, most notably Stereolab, Saint Etienne, and Broadcast – a POP sensibility rooted in mid-20th Century styles of music, topped off by the breathy, gossamer crooning of Mei Yau Kan – Collapse Board

On their debut LP, “My Fantoms”, they have woven together a beautiful and quietly understated collection of feather-light ballads delicately imbued with gently rolling melodies, twinkling ambiance and vintage Casio keyboards. – Turntable Kitchen