Lawrence Arabia – The Sparrow


Entrare in piena afa estiva nella musica del neozelandese Lawrence Arabia fa uno strano effetto rigenerante. Le canzoni di “The Sparrow”, terza prova in studio del Nostro, sembrano venir fuori dalla veranda di un giardino di qualche aristocratica residenza inglese. L’eleganza delle composizioni riporta alla mente innanzitutto Neil Hannon e i Divine Comedy, per i tempi medio lenti e gli arrangiamenti, mai banali, che con qualche dettaglio arricchiscono la palette sonora. Nonostante lo stile non proprio proletario, non siamo al cospetto di un musicista che si “suona addosso” peccando in autoindulgenza, ma al cospetto di un ottimo cantautore che riesce ad essere diretto senza apparire scontato.

Un lavoro che si concede anche qualche piccola escursione in territori esotici, saldamente ancorato alla contemporaneità e bagnato di un’aura vintage ed elegante che richiama vecchie suggestioni beatlesiane. Lawrence Arabia è un autore maturo, che dimostra di saper maneggiare la materia pop e di saper costruire atmosfere apparentemente snob, ma ricche di sostanza. Une delle poche mosche bianche in un panorama pieno zeppo di nuovi cantori folk a bassissima fedeltà. Ogni tanto virare dalla strada più battuta può rappresentare una piacevole novità.

THE SPARROW Bella Union (2012)


1. Travelling Shoes
2. Lick Your Wounds
3. The Listening Times
4. Bicycle Riding
5. The 03
6. Early Kneecapping
7. The Bisexual
8. Dessau Rag
9. Legends

Fonte: Recensione di Enrico Sachiel Amendola pubblicata su Indie For Bunnies