LISA PAPINEAU – 30/11/2013

E’ difficile immaginare un’artista che incarni la quintessenza dell’avant-pop artigianale e sereno meglio di LISA PAPINEAU; un’artista che si è cimentata col teatro sperimentale, con la produzione e la narrazione cinematografica, con le colonne sonore, ma che è universalmente conoosciuta soprattutto per la sua incredibile voce, che Tori Amos ha una volta definito “ricca della stessa liricità di un flauto”.

Lo stile vocale della PAPINEAU ha contribuito a definire uno spettro di sfumature emotive ignote alla musica indipendente, con timbri vocali e melodie tanto spettrali e irrequiete quanto genuinamente commoventi. In molti conoscono la sua voce prima ancora del suo nome, grazie alle sue innumerevoli collaborazioni con – fra gli altri – Air, M83, Jun Miyake, Anubian Lights, e alla partecipazione alla colonna sonora del secondo episodio cinematografico de Il Corvo. Senza ovviamente dimenticare l’esordio coi Pet (sotto l’egida della Igloo, la label di Tori Amos), la lunga collaborazione con Juan Alderete – bassista dei Mars Volta – nei Big Sir, e i tre album a nome LISA PAPINEAU.

“Blood Noise”, uscito a inizio Ottobre 2013 per Neurotic Yell Records – è il terzo lavoro firmato semplicemente LISA PAPINEAU. Nove brani dalla tessitura intricata che creano un mondo al microscopio, una fantasia di fuga dalla natura doppia, imprevedibile e inafferrabile come gli attimi sospesi fra la notte e l’alba. “Blood Noise” è un album assolutamente non ortodosso, registrato nel 2012 da LISA come reazione ed esorcismo durante la sfibrante convalescenza da una delicata operazione chirurgica dovuta a un tumore. Alcune parti sono state incise addirittura nel letto l’ospedale, con i microfoni e le tastiere incollati e ancorati ai cuscini e al soffitto. Nelle parole della stessa Papineau, la composizione e la realizzazione di Blood Noise è stato un processo di fuga e trasformazione, come “…permettere alla pioggia e alle lacrime di irrompere con forza dopo millenni di siccità, lasciando finalmente fuoriuscire l’anima.”

Molte delle tracce sono state utilizzate alla prima incisione. Ci sono errori impercettibili e imperfezioni che rimandano a quella vulnerabilità che rende irripetibile ognuna della composizioni. Ogni passaggio di Blood Noise possiede una sorta di effetto risacca, che trascina l’ascoltatore e lo avvolge in scrosci di elettronica concreta, conducendolo verso epifanie e rivelazioni che risplendono nell’ombra della caducità.

Si potrebbe definire Blood Noise l’equivalente sperimentale di una danza balinese: giocosa, e allo stesso tempo stoica e drammatica. Numerosi gli amici e collaboratori che hanno partecipato alla realizzazione, da Juan Alderete al compositore Tyler Bates, da Matt Embree e CGak (Me&LP e RX Bandits), fino a Nick Reinhart (Tera Melos) e ovviamente Matthieu LeSenechal e Johan Guidou, presenze fisse sul palco con LISA PAPINEAU.